Finalità del centro IRCAD

Interdisciplinary Research Center of Autoimmune Diseases
Centro Interdisciplinare di Ricerca sulle Malattie Autoimmuni 

 

La ricerca sulle malattie multifattoriali è estremamente complessa e richiede la cooperazione di competenze specialistiche estremamente varie che difficilmente possono essere acquisite da un singolo gruppo di ricerca. Solo approcci multidisciplinari estremamente coordinati possono infatti riuscire a ottenere risultati di rilievo in tempi accettabili. Questo insegnamento è stato colto da molti anni nel campo delle malattie oncologiche e ha portato alla creazione di Centri di Ricerca e Cura del Cancro in cui ricercatori e clinici di diverse discipline mettono a disposizione le loro diverse competenze per lo sviluppo di una ricerca multidisciplinare integrata volta a chiarire i meccanismi dell’oncogenesi e a sviluppare sistemi innovativi per combatterla.
L’istituzione dell’IRCAD vuole tentare di realizzare lo stesso modello nel campo delle Malattie autoimmuni, che rappresentano una realtà patologica con molte analogie rispetto alla patologia neoplastica.

1) Entrambi i tipi di malattia sono un grosso problema sanitario dei paesi sviluppati, i quali hanno ormai in gran parte risolto problemi più urgenti nel passato, come le malattie infettive.

2) Entrambi riguardano la maggior parte delle discipline mediche, in quanto rappresentano una consistente fetta delle patologie che possono colpire i vari organi dell’organismo.

3) Entrambi sono curati con terapie tossiche, aggressive e invalidanti, che spesso riescono solo a contenere temporaneamente l’evoluzione della malattia

L’apparente minor urgenza rappresentata dalle malattie autoimmuni, che in genere non portano a morte il malato in tempi brevi, ha fatto sì che l’attenzione verso queste malattie sia stata in passato inferiore rispetto a quella posta sul cancro. Questo atteggiamento ha fatto sì che ciascuna specializzazione medica sviluppasse in modo relativamente indipendente la ricerca sulle malattie autoimmuni di propria competenza, lasciando le interazioni e le collaborazioni alla intraprendenza dei singoli gruppi di ricercatori. La frammentazione degli sforzi ha aumentato il dispendio di energie richiesto per ottenere risultati, peraltro anche di ottimo livello, e spesso non ha permesso di sviluppare in pieno le scoperte effettuate. Un evidente effetto di quest’atteggiamento è il ritardo con cui si è fatto strada nella cura delle malattie autoimmuni il modello degli studi multicentrici randomizzati, ormai da decenni alla base della ricerca oncologica applicata.

L’istituzione dell’ IRCAD si basa pertanto sulle seguenti considerazioni:

1) Le malattie autoimmuni sono un vasto gruppo di malattie, molte delle quali sono gravemente invalidanti e rappresentano un grave dramma per il malato e la sua famiglia.

2) La ricerca sulle malattie autoimmuni richiede la collaborazione integrata di ricercatori di base (biologi, immunologi e patologi molecolari e cellulari, biotecnologi, biochimici strutturisti e farmacologi) e clinici (specialisti dei diversi sistemi e organi) con competenze altamente specialistiche.

3) L’immunologia ha fatto progressi enormi negli ultimi tre decenni ed è arrivato il momento in cui le conoscenze di base ottenute stanno per riversarsi nel campo della pratica clinica.

4) Nella nostra area geografica esistono numerosi eccellenti centri per lo studio multidisciplinare dei tumori, ma mancano simili centri dedicati allo studio delle malattie autoimmuni.

5) Lo studio dell’autoimmunità potrà rivelarsi utilissimo anche per altre “malattie del nostro tempo”, inizialmente non associate al sistema immunitario, come l’arteriosclerosi, il morbo di Alzheimer o il danno cardiaco post-infartuale, in quanto numerosi dati dimostrano la presenza di una componente immunitaria anche in queste malattie.